domenica 22 maggio 2016

Laboratorio pratico per la cura dell'oliveto e dell'agrumeto





Domenica 29 Maggio dalle ore 9:00 alle ore 12:30

Laboratorio teorico e pratico con i metodi dell' Agricoltura Organica e Rigenerativa (AOR) per la cura ed il mantenimento di oliveti ed agrumeti (cura della fumaggine degli agrumi); dimostrazione pratica sull'autoproduzione dei preparati di difesa( zolfo-calce, soluzione cenere e poltiglia bordolese)con indicazioni sulle modalità di impiego.
Pranzo conviviale al termine del corso.

Si prega di prenotarsi per tempo, accettiamo iscrizioni fino al raggiungimento massimo di posti.

Costo 15,00 euro a persona.
info iscrizioni:: e-mail spazipopolari@gmail.com  cell:
388/2422830 - 389/0861680

Ritrovo ore 9:00  P.zza della Repubblica Sannicola




venerdì 8 aprile 2016

L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE

Nuovo docufilm di Fulvio Grimaldi

 
Il documentario illustra e denuncia alcune delle più significative aggressioni, "civili" e militari al territorio, volute da una strategia fondata sul disprezzo dell'ambiente e dell'autodeterminazione delle comunità. Sullo sfondo di una situazione nazionale e internazionale, dominata dagli interessi dell'élite globale, incontriamo l'Ilva di Taranto e le industrie dei veleni di Brindisi, i gasdotti progettati per la Puglia, l'offesa a Venezia delle Grandi Navi e del Mose, le trivelle petrolifere che sconvolgono la Basilicata, altre regioni e tutti i mari, il buco nero dei traffici di rifiuti e delle discariche tossiche alla Spezia. Tutto ora potenziato e imposto con la forza dal decreto "Sblocca Italia". E poi le basi, i poligoni, le servitù militari che costellano il territorio dalla Sardegna, già colpita da uno sviluppo fallimentare e dal successivo abbandono, al Friuli, da Lampedusa a Spezia e a Camp Darby di Pisa.

Ovunque, per opporsi a queste aggressioni all'ambiente, alla salute, alla pace, alla sovranità, si muovono  mobilitazioni popolari delle quali abbiamo sentito i protagonisti.   
Un documento che fa rabbrividire, ma che illustra anche una resistenza che percorre la via dell'alternativa
http://fulviogrimaldi.blogspot.it/



giovedì 17 marzo 2016

MOSTRA MERCATO DELLA SOSTENIBILITÀ E DEI NUOVI STILI DI VITA

XXI EDIZIONE PREMIO BIOL 
Lecce 18-21 MARZO 2016





Il Premio Biol sbarca a Lecce dal 18 al 21 marzo. I migliori oli extravergini d'oliva biologici al mondo in una competizione che da 21 anni premia l'eccellenza. Una preziosissima giuria internazionale sarà impegnata al MUST-Museo Storico della Città di Lecce nell'assaggio di oltre 400 campioni in gara, mentre piazza S. Oronzo e la chiesa di S. Sebastiano ospiteranno numerose iniziative sui temi del biologico, dell'agricoltura urbana e dei nuovi stili di vita. 

Scoprite il programma e venite a incontrare...UN MONDO D'OLIO!

PROGRAMMAVenerdì 18 Marzo
@ CAMERA DI COMMERCIO h. 16:00 – Seminario “Il biologico tra nuovo PSR e opportunità di mercato” a cura di Unioncamere Puglia e CIBi. Con Pierpaolo Pallara, Inea.
@ CHIESA S. SEBASTIANO h. 20:00 – Happy Hour di benvenuto alla Giuria internazionale. Conversazione sull’agricoltura urbana a Lecce con Virginia Meo di Laboratorio Beth e Francesco Baratti, esperto di EcoMusei

Sabato 19 Marzo
@ MUST h. 10:00 – Inaugurazione XXI Premio Biol. Apertura Mostra “Un mondo d’olio”* con l’esposizione degli oli in gara
@ MUST h. 10:30 – Insediamento Giuria internazionale. Prima sessione di assaggio
@ PIAZZA S. ORONZO h. 10:30/21:30 – Mostra-mercato della sostenibilità e dei nuovi stili di vita, in collaborazione con Oltre Mercato Salento
@ MUST h. 18:00 – Seminario “Olio di oliva: salute e biodiversità”. Intervengono: Sandro Innocenti, Product manager BioLife; Maria Lisa Clodoveo, Dip. Scienze e Tecnologie alimentari - Uniba; Giorgio Bartolini, Cnr; Laura Dell'Erba, biologa-nutrizionista; Giovanni Martinelli, Dip. Med. Diagnostica - Unibo. Modera Nino Paparella, Presidente CIBi 

Domenica 20 Marzo

@ MUST h. 9:30 – Seconda sessione di assaggio della Giuria internazionale 
@ PIAZZA S. ORONZO h. 10:00/14:30 – Mostra-mercato della sostenibilità e dei nuovi stili di vita 
@ MUST h. 11:00/12:30 – Giuria Internazionale BiolPack 
@ h. 15:00/18:00 – Visita ai territori rurali di Gallipoli e ai frantoi ipogei / Riservata a giurati e stakeholders

Lunedì 21 Marzo

@ MUST h. 10:00/12:00 – BiolKids: la Giuria dei bambini incontra la Giuria internazionale Biol 
@ MUST h. 12:30 – Proclamazione vincitori XXI Premio Biol


Must - Via degli Ammirati 11
*(Sab. h. 10:00-20:00; Dom. 10:00-13:00; Lun. 10:00-13:00)
Piazza S. Oronzo
Chiesa S. Sebastiano - Vico dei Sotterranei 21
Camera di Commercio - Viale Gallipoli 39

info: https://www.facebook.com/events/1041150785956143/  




- In occasione della XXI Edizione del "Premio Biol" il Consorzio di Produttori Biologici CI.BI. organizza la


Mostra Mercato della Sostenibilità e dei Nuovi Stili di vita.

OLTRE MERCATO SALENTO sarà presente con la propria rete di produttori e associazioni che ci racconteranno il Salento delle buone pratiche e dei nuovi stili di vita. 

Saranno presenti i produttori del GAS (c/o Manifatture Knos) con il loro prodotti, provenienti da forme di agricoltura sostenibile, come quella biologica, biodinamica, organica rigenerativa, orti sinergici, ecc..

Le associazioni che rappresentano il cambiamento dei nostri tempi in linea con i principi dell'economia solidale e della sostenibilità ambientale e sociale:
- SALENTO KM 0 e la BANCA DEI SEMI SALENTINA, ci racconteranno ed esporranno la biodiversità agro-orticola e fruttifera del nostro territorio;
- l'associazione RUOTANDO Ciclofficina Popola Knos che presenterà i suoi progetti per una mobilità urbana veramente sostenibile;
- SPAZI POPOLARI pionieri nel salento dell'agricoltura bio-rigenerativa e dell'utilizzo dei bio-fertilizzanti, in prima linea con i comitati comunali per la difesa dell'ulivo e del territorio;
AGRILUDOTERRA POLLICINI VERDI, ci racconterà l'esperienza della sperimentazione di una didattica basata sul ciclo delle stagioni, la semina e il raccolto dei prodotti della terra.
GIOVANNI PELLEGRINO: inventore tutto-fare presenterà i propri attrezzi agricoli ergonomici per incentivare un nuovo approccio al lavoro della terra: pratico e felice. 

Maggiori info su:
https://www.facebook.com/events/199576420407789/
http://www.oltremercatosalento.org/




Vi aspettiamo con il banchetto di Spazi Popolari e tutto il gruppo di Oltre Mercato Salento in Via dei Fedeli (Piazza Sant'Oronzo) a Lecce, sabato 19 e domenica 20 marzo.

martedì 15 marzo 2016

Consigli del "Santone"




In questo periodo (Marzo - Aprile) è consigliabile disinfettare l'intera pianta, chioma e tronchi, con poltiglia bordolese autoprodotta.

Dosi per 100 LT di acqua: 1 kg di solfato di rame e 1 kg di grassello di calce.
Sciogliere separatamente il grassello di calce e il solfato di rame e successivamente diluire nei 100 LT di acqua e irrorare chioma e tronchi abbondantemente.

A distamza di 10-15  giorni dal trattamento con poltiglia bordolese, bisognerà irrorare o spennellare i soli tronchi con solfato di ferro e grassello di calce, anch'essi diluiti in acqua.

Dosi per 100 lt d'acqua: 4-5 kg di solfato di ferro e 2 kg di grassello di calce.
E' consigliabile sciogliere separatamente il grassello di calce e il solfato di ferro.

Terreno:
E' consigliabile procedere al solo sfalcio  o trinciatura dell'erba anzichè le arature poichè quest'ultime potrebbero provocare ferite all'apparato radicale della pianta ed essere fonte di inoculo dei patogeni.

Concimazione:
Si consiglia la concimazione organica del terreno evitando categoricamente concimazioni chimiche che impoveriscono il suolo oltre che inquinarlo.


lunedì 14 marzo 2016

DIFENDI IL TUO MARE ! AL REFERENDUM DEL 17 APRILE 2016 VOTA “ SÌ ”!





  Disastri ambientali dovuti alle prospezioni petrolifere in mare.


Il mare della nostra terra: com'è e come vogliamo conservarlo. Anche per questo voteremo SI.

"Il referendum del 17 aprile 2016.
Il prossimo 17 aprile si terrà un referendum popolare. Si tratta di un referendum
abrogativo, e cioè di uno dei pochi strumenti di democrazia diretta che la Costituzione
italiana prevede per richiedere la cancellazione, in tutto o in parte, di una legge dello
Stato.
Perché la proposta soggetta a referendum sia approvata occorre che vada a votare
almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si
esprima con un “Sì”.
Hanno diritto di votare al referendum tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la
maggiore età. Votando “Sì” i cittadini avranno la possibilità di cancellare la norma
sottoposta a referendum.
Dove si voterà?
Si voterà in tutta Italia e non solo nelle Regioni che hanno promosso il referendum.
Al referendum potranno votare anche gli italiani residenti all’estero.
Quando si voterà?
Sarà possibile votare per il referendum soltanto nella giornata di domenica 17 aprile.
Cosa si chiede esattamente con il referendum del 17 aprile 2016?
Con il referendum del 17 aprile si chiede agli elettori di fermare le trivellazioni in mare. In
questo modo si riusciranno a tutelare definitivamente le acque territoriali italiane.
Nello specifico si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di
cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti
di tempo. Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro
nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere
già in corso non avrebbero più scadenza certa.
Se si vuole mettere definitivamente al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere
occorre votare “Sì” al referendum. In questo modo, le attività petrolifere andranno
progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento
del rilascio delle concessioni.
Qual è il testo del quesito?
Il testo del quesito è il seguente: «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo
periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come
sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”,
limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto
degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».
È possibile che qualora il referendum raggiunga la maggioranza dei “Sì” il risultato
venga poi “tradito”?
A seguito di un eventuale esito positivo del referendum, il Parlamento o il Governo non
potrebbero modificare il risultato ottenuto. La cancellazione della norma che al
momento consente di estrarre gas e petrolio senza limiti di tempo sarebbe
immediatamente operativa.
L’obiettivo del referendum è chiaro e mira a far sì che il divieto di estrazione entro le
12 miglia marine sia assoluto. Come la Corte costituzionale ha più volte precisato, il
Parlamento non può successivamente modificare il risultato che si è avuto con il
referendum, altrimenti lederebbe la volontà popolare espressa attraverso la consultazione
referendaria.
Qualora però non si raggiungesse il quorum previsto perché il referendum sia valido (50%
più uno degli aventi diritto al voto), il Parlamento potrebbe fare ciò che vuole: anche
prevedere che si torni a cercare ed estrarre gas e petrolio ovunque.
È vero che se vincesse il “Sì” si perderebbero moltissimi posti di lavoro?
Un’eventuale vittoria del “Sì” non farebbe perdere alcun posto di lavoro: neppure uno. Un
esito positivo del referendum non farebbe cessare immediatamente, ma solo
progressivamente, ogni attività petrolifera in corso.
Prima che il Parlamento introducesse la norma sulla quale gli italiani sono chiamati alle
urne il prossimo 17 aprile, le concessioni per estrarre avevano normalmente una durata di
trenta anni (più altri venti, al massimo, di proroga). E questo ogni società petrolifera lo
sapeva al momento del rilascio della concessione.
Oggi non è più così: se una società petrolifera ha ottenuto una concessione nel 1996
può – in virtù di quella norma – estrarre fino a quando lo desideri.
Se, invece, al referendum vincerà il “Sì”, la società petrolifera che ha ottenuto una
concessione nel 1996 potrà estrarre per dieci anni ancora e basta, e cioè fino al 2026.
Dopodiché quello specifico tratto di mare interessato dall’estrazione sarà libero per
sempre.
L’Italia dipende fortemente dalle importazioni di petrolio e gas dall’estero. Non
sarebbe opportuno, al contrario, investire nella ricerca degli idrocarburi e
incrementare l’estrazione di gas e petrolio?
L'aumento delle estrazioni di gas e petrolio nei nostri mari non è in alcun modo
direttamente collegato al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale.
Gli idrocarburi presenti in Italia appartengono al patrimonio dello Stato, ma lo Stato dà in
concessione a società private – per lo più straniere – la possibilità di sfruttare i giacimenti
esistenti. Questo significa che le società private divengono proprietarie di ciò che
viene estratto e possono disporne come meglio credano: portarlo via o magari
rivendercelo.
Allo Stato esse sono tenute a versare solo un importo corrispondente al 7% del valore
della quantità di petrolio estratto o al 10% del valore della quantità di gas estratto.
Non tutta la quantità di petrolio e gas estratto è però soggetta a royalty.
Le società petrolifere non versano niente alle casse dello Stato per le prime 50.000
tonnellate di petrolio e per i primi 80 milioni di metri cubi di gas estratti ogni anno e godono
di un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo.
Nell’ultimo anno dalle royalty provenienti da tutti gli idrocarburi estratti sono arrivati
alle casse dello Stato solo 340 milioni di euro.
Il rilancio delle attività petrolifere non costituisce un’occasione di crescita per
l’Italia?
Secondo le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico effettuate sulle riserve
certe e a fronte dei consumi annui nel nostro Paese, anche qualora le estrazioni petrolifere
e di gas fossero collegate al fabbisogno energetico nazionale, le risorse rinvenute
sarebbero comunque esigue e del tutto insufficienti. Considerando tutto il petrolio presente
sotto il mare italiano, questo sarebbe appena sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale
di greggio per 8 settimane.
La ricchezza dell’Italia è, in verità, un’altra: per esempio il turismo, che contribuisce ogni
anno circa al 10% del PIL nazionale, dà lavoro a quasi 3 milioni di persone, per un
fatturato di circa 160 miliardi di euro; la pesca, che si esercita lungo i 7.456 km di costa
entro le 12 miglia marine, produce circa il 2,5% del PIL e dà lavoro a quasi 350.000
persone; il patrimonio culturale, che vale 5,4% del PIL e che dà lavoro a circa 1 milione
e 400.000 persone, con un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro; il comparto
agroalimentare, che vale l’8,7% del PIL, dà lavoro a 3 milioni e 300.000 persone con un
fatturato annuo di 119 miliardi di euro e che nel solo 2014 ha conosciuto l’esportazione di
prodotti per un fatturato di circa 34,4 miliardi di euro; e soprattutto la piccola e media
impresa, che conta circa 4,2 milioni di piccole e medie “industrie” (e, cioè, il 99,8% del
totale delle industrie italiane), e che costituisce il vero motore dell’intero sistema
economico nazionale: tali imprese assorbono l'81,7% del totale dei lavoratori del nostro
Paese, generano il 58,5% del valore delle esportazioni e contribuiscono al 70,8% del PIL.
Il solo comparto manifatturiero, che conta circa 530.000 aziende, occupa circa 4,8 milioni
di addetti, fattura 230 miliardi di euro l’anno, equivalente al 13% del PIL nazionale, e
contribuisce al totale delle esportazioni del Made in Italy nella misura del 53,6%.
Però gli italiani utilizzano sempre di più la macchina per spostarsi. Non è un
controsenso?
Ciò che si estrae in Italia non è necessariamente destinato alla produzione del carburante
per le autovetture ed ancor meno per quelle in circolazione nel nostro Paese.
Ad ogni modo, gli italiani si trovano spesso costretti ad utilizzare l'auto di proprietà.
A fronte di un sistema di trasporti pubblici gravemente lacunoso non hanno
praticamente scelta. In alcuni Paesi del Nord Europa l’utilizzo dell'auto privata è spesso
avvertito come un “peso” e ritenuto economicamente non vantaggioso.
Le cose andrebbero diversamente se si perseguisse una seria politica dei trasporti
pubblici. Secondo l’Unione europea, rispetto agli altri Stati membri, l’Italia è al riguardo agli
ultimi posti.
Cosa ci si attende?
Il voto referendario è uno dei pochi strumenti di democrazia a disposizione dei cittadini
italiani ed è giusto che i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi anche sul futuro
energetico del nostro Paese.
Nel dicembre del 2015 l’Italia ha partecipato alla Conferenza ONU sui cambiamenti
climatici tenutasi a Parigi, impegnandosi, assieme ad altri 185 Paesi, a contenere il
riscaldamento globale entro 1,5 gradi centigradi e a seguire la strada della
decarbonizzazione.
Fermare le trivellazioni in mare è in linea con gli impegni presi a Parigi e contribuirà al
raggiungimento di quell’obiettivo.
È necessario, nel frattempo, affrontare il problema della transizione energetica, puntando
anche sul risparmio e sull’efficienza energetica e investendo da subito nel settore
delle energie rinnovabili, che potrà generare progressivamente migliaia di nuovi
posti di lavoro.
Il tempo delle fonti fossili è scaduto: è ora di aprire ad un modello economico alternativo.
Perché questo referendum?
Per tutelare i mari italiani, anzitutto. Il mare ricopre il 71% della superficie del Pianeta e
svolge un ruolo fondamentale per la vita dell’uomo sulla terra. Con la sua enorme
moltitudine di esseri viventi vegetali e animali – dal fitoplancton alle grandi balene –
produce, se in buona salute, il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbe fino ad 1/3
delle emissioni di anidride carbonica prodotta dalle attività antropiche.
La ricerca e l’estrazione di idrocarburi ha un notevole impatto sulla vita del mare: la
ricerca del gas e del petrolio attraverso la tecnica dell’airgun incide, in particolar modo,
sulla fauna marina: le emissioni acustiche dovute all’utilizzo di tale tecnica può elevare il
livello di stress dei mammiferi marini, può modificare il loro comportamento e indebolire il
loro sistema immunitario.
Ricerca e trivellazioni offshore costituiscono un rischio anche per la pesca. Le
attività di prospezione sismica e le esplosioni provocate dall’uso dell’airgun possono
provocare danni diretti a un’ampia gamma di organismi marini – cetacei, tartarughe, pesci,
molluschi e crostacei – e alterare la catena trofica.
Senza considerare che i mari italiani sono mari “chiusi” e un incidente anche di
piccole dimensioni potrebbe mettere a repentaglio tutto questo.
Un eventuale incidente – nei pozzi petroliferi offshore e/o durante il trasporto di petrolio –
sarebbe fonte di danni incalcolabili con effetti immediati e a lungo termine
sull’ambiente, la qualità della vita e con gravi ripercussioni gravissime
sull’economia turistica e della pesca."
Tratto Dal Vademecum del Coordinamento Nazionale No Triv
#UnitiSiamoForti