martedì 30 dicembre 2014

Cura della terra



L'Ass.ne Spazi Popolari ringrazia la giornalista Anna De Matteis del quotidiano Piazzasalento,  per la realizzazione del video, utilissimo per la diffusione delle buone pratiche agricole

giovedì 2 ottobre 2014

Da Sannicola a Trani per la riscoperta e la tutela della terra

La Gazzetta del Mezzogiorno

Da Sannicola a Trani
per la riscoperta
e la tutela della terra

di Giacomo Pagone

TRANI Nell’attuale società frenetica e tecnologizzata, pensare di costruire il proprio futuro nel mondo dell’agricoltura può sembrare difficile, ma per chi è sempre cresciuto a stretto contatto con la terra, la campagna rappresenta un’opportunità da cogliere al volo.

"Ricordo la casa dei nonni, come una casa povera, ma allo stesso tempo ricca di conserve di vario genere, passata di pomodori, sott’oli, fichi secchi, farine, legumi e i semi naturali che il nonno custodiva gelosamente e che anno dopo anno rinnovava". Con queste parole Ivano Gioffreda, presidente dell’associazione Spazi Popolari di Sannicola, ricorda la sua infanzia vissuta in casa dei nonni, braccianti agricoli grazie ai quali ha imparato a conoscere ed apprezzare il rapporto uomo-ambiente.

Durante la seconda edizione del Meeting Terra e Salute, che si terrà a Trani dal 3 al 5 ottobre, Ivano racconterà le proprie esperienze, le proprie conoscenze e gli incontri che gli hanno cambiato la vita, come quelli con Memmo Buttinelli, docente di biologia molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, con Jairo Restrepo Rivera, uno dei massimi esperti mondiali di agricoltura organica rigenerativa, con Marc Tibaldi, autore del libro "Terra e Libertà/ Critical Wine", e con Angelo Carlo Licci, medico omeopata, in seguito al quale ha avuto origine il primo Meeting.

Che cosa è il Meeting Terra e Salute e qual è il suo scopo?

Il gruppo di lavoro del Meeting Terra e Salute, composto dall’associazione Spazi Popolari e da un gruppo di cittadini provenienti da diversi ambienti sociali e professionali, è l’avamposto di un modello nuovo di concepire la politica del fare sociale. Il Meeting nasce con lo scopo di raggruppare le positività presenti sull’intero territorio del sud Italia, con l’obiettivo di promuovere progetti di sviluppo lavorativo, ripartendo dalle buone pratiche AgroCulturali, dalla cura del benessere ambientale, sociale e fisico, ma anche dalla preparazione di prodotti erboristici, fitoterapici, ed omeopatici.

Cosa è Spazi popolari e come è nato questo progetto? Quali progetti portate avanti?

Spazi Popolari trae origine dall'agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, ma si occupa anche del paesaggio e della sua preservazione. Ricerchiamo uno sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo e cultura. Siamo impegnati nella lotta per la valorizzazione del territorio, contro le monocolture, il turismo irresponsabile e la svendita del territorio. Per questo ci proponiamo di coinvolgere studenti, disoccupati, ricercatori, migranti, professionisti, attivisti, mediattivisti, creativi, consumatori critici, attori che possano creare un circuito virtuoso di relazioni, sensibilità, lotte e pratiche comunitarie. La prima cosa da far capire è che lavorare la terra con le tecniche attuali è molto meglio che lavorare da precari, e i giovani lo stanno sperimentando.

Qual è il futuro dell’agro ecologia nel Salento?

Il Salento ha grandi risorse paesaggistiche, ambientali e culturali, risorse che negli anni abbiamo trascurato e violentato, una ricchezza che non abbiamo saputo valorizzare: siamo seduti sull’oro e

non ce ne accorgiamo. Spesso, il Salento è preso d’assalto da speculatori senza scrupoli che dalla nostra terra vogliono solo trarre profitti con mega-villaggi turistici, resort e campi da golf che stravolgono l’identità culturale nostra e del nostro territorio. La nostra terra deve essere trattata come un’opera d’arte, va restaurata non violentata.

venerdì 26 settembre 2014

2°Meeting Terra e Salute


3-4-5 ottobre 2014 Meeting Terra e Salute, II Edizione
Castel del Monte e Trani.


                                                      Maestro Peppe Vessicchio

                                         
                                       
                                 Prof. Bruno Brico Omeopata, Fitoteropata
                    Dott. Angelo Carlo Licci 
medico omeopata medicina naturale
dir. medico DSS Maglie(LE)

     Dr. Ben Van Ommen 
Principal Scientist&Program Director System Biology NL
                                
                                             Dott.Giovanni Canora Dietista 
              esperto in Nutraceutica e Fitoterapici

  Dott. Giuseppe Maria Ricchiuto presidente gruppo Specchiasol SRL
 Dott.ssa Caterina Origlia esp.in Ayurveda e medicina integrata
Dott.Antonio Savasta 
sotituto procuratore presso il ribunale di Trani
                         Tiziana Colluto Giornalista Il Fatto Quotidiano
                  
                       Rocco Botrugno Ass.ne Tullia e Gino Agriculture
              Angelo Passalacqua Naturalista tutela e ripristino     della biodiversità(semi naturali)
                                                     Prof. Pietro Perrino 
gia direttore e fondatore della Banca del germoplasma CNR Bari
                                               Prof. Cristos Xiloyannis
                                 Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo:
                                Architettura, Ambiente, Patrimoni Culturali (DiCEM)
                                             
Università degli Studi della Basilicata -


                        Dott. Eustachio Pisciotta Primario fisiatra Matera
      Ivano Gioffreda Presidente Ass.ne Spazi Popolari AOR
Dott.ssa Candida Calò presidente ass.ne Terra e Salute

                               Dott. Pasquale Carlo Sileo dirig. ASL BAT
                                                                               
         Laura Imperiale e Tina Minerva (SPAZI Popolari)

Alessandra Serra - Luigi Bidetti 




venerdì 19 settembre 2014

Il sogno di Mattia



La Gazzetta del Mezzogiorno.it

 

Mattia, il giovane salentino
che dopo l'Australia
sogna un'azienda in Puglia

di Giacomo Pagone

La barba folta, i capelli scompigliati e il sorriso sincero di chi non ha avuto paura di mettere due continenti tra la sua vita quotidiana e la sua casa natale, pur di inseguire i propri sogni e le proprie ambizioni.

Mattia Morelli, ventisettenne leccese, partito alcuni anni fa alla scoperta del mondo, ha deciso di ripercorrere la sua strada in senso contrario per costruire il suo futuro nel Salento. Scegliendo il percorso inverso a quanti in questi anni hanno lasciato l’Italia per cercare fortuna all’estero, Mattia ribadisce la sua intenzione: tornare a casa e avviare un’azienda agricola.

Laureato in Scienze Politiche (prima a Lecce, poi a Parigi), Mattia mastica ancora quel sapore della scoperta che in tempi passati spingeva gli esploratori a lasciare le terre conosciute per affrontare l’ignoto. E, al giorno d’oggi, con internet e le sue messianiche missioni di portare la conoscenza al mondo intero e di avvicinare virtualmente tutti i luoghi, affrontare l’ignoto significa conoscere e sfidare le proprie paure. E allora Mattia, zaino in spalla, ha iniziato un viaggio che lo ha portato alla scoperta di se stesso.

Mattia riassumiamo i tuoi viaggi più lunghi: dalla Francia a Cuba fino all’Australia e la visita dell’Asia. Come passavi le tue giornate? Dove sei adesso e cosa fai?

Ogni viaggio ha rappresentato un momento diverso. Diversi stati d’animo, diverse attività quotidiane. Adesso sono consapevole di essere cittadino del mondo.
Parigi ha rappresentato una tappa fondamentale per la mia crescita individuale. Per la prima volta lasciavo le mie sicurezze, la mia città, la mia famiglia e tutte le mie abitudini, ma, allo stesso modo, mi ha aiutato a formare la mia cultura personale e limare molti aspetti del mio carattere.

La ricerca tesi a Cuba è stata, forse, la prima vera esperienza di studio della mia vita. Ho potuto studiare a fondo la Riforma agraria cubana, lavorando con i contadini, approcciandomi con le istituzioni e partecipando ai corsi di studio dell’Università Agraria dell’Havana, un mondo dove l’agricoltura diviene vita, esperienza di scambio, rispetto per l’ecosistema e nuova fonte di reddito.

Quello in Asia è stato il viaggio dell’equilibrio spirituale e della scoperta di un nuovo mondo completamente diverso da ciò che normalmente si può immaginare. Sviluppo di nuove attività, persone dinamiche, lavoratori capaci, governi lungimiranti. Una società in fermento, che non dimentica le proprie tradizioni.

L’Australia, dove vivo ora, rappresenta l’evasione dagli spazi stretti e dalle affollate città europee. E poi, qui ho la possibilità di scoprire nuove pratiche di agricoltura organica. Quelle della Permacultura, ad esempio, inventata nel 1978 dall’australiano Bill Morrison, che mira a costruire unità abitative autosufficienti o tendenti all’autosufficienza energetica ed alimentare

Cosa ti spinge, ogni volta, a lasciare tutto per iniziare una nuova avventura? In base a cosa scegli i Paesi in cui vivere?

La curiosità, l’energia proveniente dall’ignoto. La voglia di confrontare idee e sogni con luoghi e persone reali. Poi, diventa una droga e non puoi farne a meno.

Ogni paese è una storia differente. Mi lascio guidare dai miei desideri del momento, insieme alla voglia di conoscere determinate cose che possano arricchirmi culturalmente ed umanamente. La storia ad esempio. Oppure cerco l’opportunità di lavorare, o quella di formarmi.

Qual è il tuo progetto per quando, a novembre, tornerai in Italia? Come è nata questa idea?

Il Salento potrebbe essere l’avamposto europeo dell’agroecologia. Il mio progetto, nato durante gli anni universitari, è simile a quello portato avanti da numerose associazioni locali, come il gruppo Spazi Popolari di Ivano Gioffreda di Sannicola, ragazzi preparatissimi, che cercano di sviluppare il concetto di agro ecologia e lottano per proteggere i nostri ulivi dall’eradicazione coatta e dal famigerato batterio killer xylella.

Sfatiamo un mito: il mondo contadino, oggi, non è l’antitesi della modernità. Tu hai un blog (http://unastoriadisordinata.wordpress.com/) dove racconti i tuoi viaggi ma parli anche di tecniche agricole.

L’agricoltura non è il contadino che si spezza la schiena per tutta la sua vita, la terra per me significa ritorno alla cultura, al sapere che genera vita.

L’agricoltura è certamente lavoro, come ogni altra attività umana, ma è anche ricerca, studio delle dinamiche biologiche. Io ho ammirato diverse innovazioni: dalle compost toilettes australiane (bagni che non utilizzano lo scarico ma creano compost da riutilizzare), alla pianificazione pubblica cubana che ruota intorno ad un sistema completamente organico, senza pesticidi e prodotti chimici e senza monoculture. Tecniche che rispettano l’equilibrio ecologico, quindi la salute e la vita dell’uomo.

Lo scrittore statunitense Mark Twain sosteneva: “Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate.”
E, in fondo, cosa è la libertà se non la possibilità di inseguire i propri sogni e disporre della propria vita come meglio si crede?

domenica 3 agosto 2014

Cura dell'Olivo




Buone prassi per la cura del nostro patrimonio olivicolo 


Azioni adottate dall’Associazione “Spazi Popolari” per la cura
di oliveti secolari che presentano diffusi disseccamenti



Avvertenza
Noi non curiamo Xylella, il batterio non è affar nostro. Se è patogeno o meno lo devono appurare gli uomini di scienza. Noi curiamo la pianta con le buone prassi agro-colturali, le stesse che i nostri avi hanno praticato per millenni. 
Eliminare tutto ciò che è chimico: concimazione chimico minerale, insetticidi, erbicidi.

  
Primi interventi di emergenza


Potatura

- E’ stata effettuata la potatura di tutti i rami secchi in corrispondenza del punto di ramificazione facendo attenzione che la superficie di taglio fosse rivolta verso il basso (questo impedisce i ristagni d’acqua piovana e quindi il proliferare sulla superficie di taglio di microrganismi potenzialmente patogeni). E' importante non effettuare potature drastiche di rami di grosso diametro o branche principali (a meno che non siano secchi), perchè questo porta la pianta a emettere un gran numero di polloni, disperdendo le poche risorse energetiche che l'olivo ha in questo particolare momento e inoltre le grosse ferite stentano a rimarginare.

La potatura ha interessato anche i succhioni (ad eccezione di quelli che dovevano sostituire alcune parti essenziali della pianta) e i polloni alla base della pianta; inoltre la chioma è stata sfoltita eliminando i rami in eccesso, questa operazione permette di arieggiare bene la chioma e consente ai raggi solari di raggiungere tutti i rami e le foglie più interne.

- Sono stati usati attrezzi con lame ben affilate, in modo tale da lasciare un superfice liscia e netta, che favorisce il processo di cicatrizzazione, diminuendo così la probabiltà di ingresso di eventuali microrganismi patogeni. Le lame sono state disinfettate con candeggina, per impedire di trasferire eventuali patogeni fungini e batterici (es. Pseudomonas savastanoi pv savastanoi agente della rogna dell’olivo, funghi tracheifili) da una pianta all’altra.

- In presenza di sezioni di taglio con diametro maggiore di 5 centimetri, queste sono state disinfettate con una pasta a base di rame e calce. Le dosi per la preparazione di 10 litri di pasta disinfettante sono: 3 kg di grassello di calce + 1 kg di solfato di rame in 10 litri di acqua. Con l’aiuto di un pennello la pasta ottenuta è stata distribuita sulle superfici di taglio. Sia il rame che la calce posseggono una buona attività fungicida e fungistatica, inoltre il rame ha spiccate proprietà antibatteriche. Per la protezione delle ferite da taglio possono essere utilizzati anche paste a base di rame, cera o mastici per gli innesti.

- I residui di potatura sono stati bruciati per eliminare uova e larve di insetti parassiti molto presenti sulle piante interessate dal disseccamento.



Trattamenti alla pianta

- Sia la chioma che il tronco delle piante di olivo sono stati irrorati con poltiglia bordolese per 2 o 3 volte a distanza di 20 – 30 giorni (a seconda della piovosità che può dilavare il prodotto dalla superficie della pianta).

Dosi per 100 litri di poltiglia bordolese: 1 kg di solfato di rame (quello con maggiore capacità di penetrazione è il solfato di rame pentaidrato) + 1 kg grassello di calce, in 100 litri d'acqua.

- Preparare la soluzione versando molto lentamente 20 litri di soluzione di calce in 80 litri di soluzione di solfato di rame.

- In primavera, cioè durante la ripresa vegetativa dell’olivo, il colletto, i tronchi e le branche principali, sono stati trattati con una miscela di solfato ferroso e grassello di calce le cui dosi per 100 litri di acqua sono: 2 kg di solfato ferroso + 2 kg di grassello di calce (idrossido di calce con 80/100 giorni di stagionatura). Il solfato ferroso ha un triplice scopo: 1) nutrire il legno attivo sotto la corteccia (riduzione della clorosi ferrica); 2) favorire un riequilibrio fra i microrganismi epifitici presenti sulla corteccia dei tronchi (aumentando la presenza di quelli che sono competitori e antagonisti dei patogeni; 3) battericida nei confronti della rogna.


Trattamenti al terreno

- La base della pianta e il terreno intorno sono stati cosparsi con zolfo in polvere e successivamente interrati con una leggera e superficiale lavorazione. Lo zolfo in polvere ha la funzione di disinfettare il terreno, grazie alla sua attività fungicida e insetticida (es. punteruolo e oziorrinco) inoltre è un elemento nutritivo essenziale nella sintesi di importanti proteine della pianta che contengono residui aminoacidici soprattutto di cisteina (es. “defensive protein”, glutatione e altre molecole antiossidanti). Queste proteine svolgono un ruolo importante nell'autodifesa della pianta. 

- Sovescio
E’ stata effettuata la semina di favino su tutto il campo ad eccezione della zona sottostante la chioma delle piante. In fase di fioritura le piante di favino sono state trinciate e interrate lavorando superficialmente il terreno. La pratica del sovescio presenta diversi benefici tra i quali:
1) Apporta una buona quantità di sostanza organica e quindi migliora la fertilità del terreno;
2) Apporta buone quantità di azoto e fosforo;
3) Rallenta i fenomeni erosivi del terreno grazie alla presenza degli apparati radicali delle piante da sovescio e mediante la copertura del suolo;
4) Migliora la struttura del terreno rendendolo più sciolto soprattutto in superficie, consentendo una migliore ossigenazione degli apparati radicali delle piante d’olivo;
5) Riduce la compattezza superficiale del terreno, migliorandone così il drenaggio e lo scambio gassoso.
6) Riduce notevolmente la presenza di piante infestanti, grazie alla competizione per i nutrienti e per la superficie disponibile di terreno;
7) Biofumigazione nei confronti di funghi, batteri, insetti e nematodi patogeni;
8) Aumenta la biocenosi microbica tellurica utile, spostando l’equilibrio verso popolazioni microbiche competitive come Bacillus sp., Pseudomonadi fluorescenti, Streptomiceti, Fusarium sp., Trichoderma sp.;
9) Sottrae considerevoli quantità di CO2 dall’atmosfera immagazzinandola nel terreno (azione carbon sink).


Calendario per le esecuzioni dei lavori

Dicembre-Marzo
Potature di tutte le parti secche della pianta, con immediata protezione delle sezioni di taglio seguendo i metodi e i materiali su descritti nella sezione "Potature". 
- Effettuare la slupatura e successiva protezione delle ferite con gli stessi prodotti utilizzati per proteggere i tagli delle potature.
- Trattamento della chioma, del tronco e dei rami con la poltiglia bordolese (vedi sezione "Trattamenti alla pianta"

Marzo-Maggio
- Sovescio del favino in fase di fioritura.
- Trattamento  del colletto, tronchi e branche principali con la miscela di solfato ferroso e grassello di calce  (prima o dopo la fioritura, NO durante).
Cospargere sul terreno sottostante la chioma e la base della pianta zolfo e calce in polvere.

Giugno-Luglio
     - Sfalciare l'erba e lasciarla in loco per ottenere l'effetto pacciamante.

Settembre
- Erpicatura leggera del terreno per consentirne l'arieggiamento.
- Potatura dei succhioni e dei polloni.
- Rincalzatura del colletto.
Trattamento del tronco e delle branche principali con zolfo bagnabile, MAI insieme alla poltiglia bordolese
Ottobre-Novembre
Trattamento con la poltiglia bordolese subito dopo la raccolta.
- Semina di favino (meglio se una varietà locale) per l'inerbimento e successivo sovescio.
  


Riflessione:
Con la "rivoluzione" verde dell'agrochimica arrivarono gli insetticidi ed erbicidi e concimi chimico minerali NPK azoto-fosforo-potassio che hanno causato la distruzione della flora batterica, (gli anticorpi della terra) e diminuito, quasi azzerato la sostanza organica.
Risultati? Arricchiamo le multinazionali dell'agrochimica,MonsantoBayerDuPontSyngenta,
Dow Agroscience e impoveriamo i nostri Agricoltori e la nostra Terra.
Le stesse multinazionali che producono farmaci e agrofarmaci, prima ti avvelenano poi ti "curano".
Di chi è la responsabilità?
Cosa insegnano i dipartimenti di scienze agrarie delle nostre Università?
Quale ruolo hanno ricoperto gli ordini degli agronomi?

Chi sono i rappresentanti commerciali dei fitofarmaci ?


Estate 2013

Estate 2014

Primavera 2015


sabato 2 agosto 2014

Xylella e cemento

E se l'affaire Xylella si rivelasse un'occasione di speculazione edilizia?

Nelle linee guida per il contenimento di Xylella fastidiosa, pubblicate dalla Regione Puglia, prevista l'obbligatorietà dell'estirpazione delle piante infette. E per indennizzare gli olivicoltori si pensa a concessioni edilizie
Dopo l'allarme dei mesi autunnali del 2013 e le notizie delle prime estirpazioni forzate, nonché l'intervento della magistratura, ecco che l'affaire Xylella fastidiosa torna alla ribalta dopo l'emanazione, da parte della Regione Puglia, di “Linee guida per il contenimento di Xylella fastidiosa”.
Si tratta di un report particolarmente interessante perchè, oltre al famigerato batterio, cita come agenti patogeni anche Zeuzera pyrina, ovvero il rodilegno giallo, e due funghi (Phaeoacremonium e Phaeomoniella spp.) quali agenti patogeni responsabili del Co.di.ro, ovvero della sindrome di disseccamento rapido dell'olivo.
Visto che, ragionevolmente, è lecito pensare che l'abbandono di intere olivete abbia aumentato la recrudescenza di certe patologie e infezioni, è quantomeno singolare che, nelle strategie politiche di intervento, non si citi mai la possibilità di recupero proprio di queste olivete che diventeranno focolai permanenti. Le pur buone indicazioni agronomiche per la limitazione del contagio e della diffusione della malattia risulteranno purtroppo di scarsa efficacia se non accompagnate da adeguata politica olivicola.
Non sembra, invece, si sia andati oltre la dovuta logica emergenziale che prevede, come si legge a pagina 33, l'obbligo di estirpazione delle piante infette. E nei focolai puntiformi è prevista “l’identificazione delle piante infette viene effettuata ufficialmente dalla Regione Puglia e, a seguito di istruttoria amministrativa con atto finale di ingiunzione di abbattimento, la stessa Regione provvede all’abbattimento delle piante e alla bruciatura o trinciatura della parti infette, che possono determinare eventuale diffusione del batterio. Saranno, inoltre attuate, in base a specifiche situazioni dell’area interessata ulteriori interventi da parte della Regione o dei singoli proprietari/conduttori.”
Potrebbe poi avere il sapore di beffa la prescrizione indicata a pagine 36: “Inoltre, la facoltà, prevista dall’art. 3 del DDL 475/45, di imporre ai proprietari o conduttori dei fondi olivetati, l’obbligo di impiantare altrettanti alberi di olivo in luogo diverso da quello da abbattere, deve essere sempre esercitata, salvo casi particolari che impediscano il reimpianto e che, comunque, devono essere precisati e motivati nel decreto di autorizzazione.”
Oltre all'estirpazione di olivi che possono essere fonte di sussistenza per delle famiglie, oltre che patrimonio affettivo e paesaggistico, si prevede quindi che le stesse debbano piantare, a proprie spese, olivi “in luogo diverso”.
E' noto, invece, che la giurisprudenza indica che l'esproprio per pubblica utilità, che presenta forti analogie con il caso di abbattimenti coattivi, debba essere indennizzato. I fondi finora messi a disposizione per l'ìaffaire Xylella sono stati spesi in attività di ricerca e monitoraggio che sono oggetto di approfondimento da parte della magistratura. Improbabile che il governo, o Bruxelles, stanzino i fondi necessari. Impossibile trovare, nel bilancio regionale, tutti questi soldi.
Ecco così spuntare l'ipotesi, specie per le aree rosse e a forte vocazione turistica come Gallipoli, di un indennizzo sotto forma di possibilità edificatoria, aumento dei coefficienti di costruzione e/o permessi di costruire. Chissà che non venga presentata presto in Consiglio regionale una legge speciale su Xylella fastidiosa che contempli, in uno dei suoi articoli, questa possibilità. L'augurio e l'auspicio, al contrario, è che queste voci di corridoio vengano seccamente smentite.
di Alberto Grimelli

mercoledì 30 luglio 2014

Da Teatro Naturale

Ma davvero gli olivi colpiti da Xylella fastidiosa non si possono salvare?

E' possibile che con pochi interventi, quali taglio dei rami secchi e trattamento con rame e calce, sia possibile far rinascere gli alberi che apparivano morti. L'esperienza in piena zona rossa, a Parabita, in provincia di Lecce
la nostra associazione Spazi Popolari si è occupata fin dal primo momento de l'affaire Xylella, sollevando forti dubbi in merito a tutta la vicenda, fino a farci presentare un esposto in procura che a sua volta ha ritenuto opportuno aprire un inchiesta.
Pertanto, non ci siamo fermati solo a denunciare ma, abbiamo avviato una sperimentazione e altre ne avvieremo.
Era lo scorso dicembre quando siamo stati contattati dal proprietario di un oliveto di 5 ettari, situato nella zona rossa a Parabita (LE).
Oliveto secolare colpito dal "complesso essiccamento rapido". Abbiamo fornito consulenza gratuita, semplici prassi agroecologiche, le stesse tecniche che i nostri antenati hanno praticato per centinaia di anni: taglio dei rami secchi, e distruzione sul campo degli stessi, irrorazione della chioma e dei tronchi con poltiglia bordolese, alla dose di 1Kg di solfato di rame + 1 Kg di grassello di calce per 100 litri di acqua, sfalcio dell'erba. Successivamente, per ferti-irrigazione, abbiamo dato un prodotto naturale a base di aglio, prodotto (regolarmente registrato) proveniente dalla Spagna.
Il primo maggio fui invitato dal proprietario, entusiasta della nostra consulenza. Alberi rinati! Proprio oggi, ho risentito Salvatore, il contadino che conduce l'oliveto e gli ho chiesto della situazione. Salvatore e il proprietario sono entusiasti.
Trattasi di un noto imprenditore lombardo e per motivo di privacy, chiederò se è possibile visionare l'oliveto da personale esterno.
Appena avrò una risposta positiva, sarei felice di accompagnarvi personalmente a visionare l'oliveto dei miracoli.

Distinti saluti
Ivano Gioffreda
Presidente Associazione Spazi Popolari